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Scuola o teatro?

Possiamo definire “teatro” i nostri incontri per le scuole? Ce lo chiediamo da tempo, ed ancora non siamo riusciti a darci una risposta definitiva. Certamente non è “teatro ragazzi”, non in senso tradizionale, almeno. Forse lo si potrebbe definire “teatro per la scuola”: un teatro “al servizio” della scuola, un teatro che nasce sempre da motivazioni didattiche, e che utilizza il linguaggio della scena per trasmettere contenuti ben precisi. Sono più di dieci anni che ci muoviamo in questa direzione, prima soltanto avendo in mente l’educazione musicale, oggi aprendoci anche ad altri terreni, ad altre “discipline”. Abbiamo in repertorio incontri dedicati all’apprendimento della lingua straniera (l’inglese), incontri che affrontano temi di fondo del lavoro didattico nell’età della prima infanzia (come la relazione con sé e con gli altri, o lo sviluppo di un atteggiamento creativo), incontri sulla storia (la costruzione di una prospettiva storica, il concetto di documento, etc.), incontri sull’educazione alla “convivenza civile” prevista dai nuovi programmi della scuola primaria. Una studentessa dell’Università di Bologna si è occupata di noi nella sua tesi di laurea, e per descrivere il nostro lavoro ha coniato un nuovo termine, definendoci “educ-attori”. Ci è piaciuto, è un’espressione nella quale sentiamo di riconoscerci.